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Tribunali, strutture ed organici

Puntata di #SvegliatiAvvocatura di Martedì 21 Giugno 2016.

Con l’entrata in vigore del decreto legislativo 7 settembre 2012 n. 155 il legislatore ha eseguito la delega al governo per la riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari prevedendo una nuova organizzazione dei Tribunali ordinari e degli uffici del pubblico ministero. .
L’adempimento alla delega ha comportato la soppressione di ben 667 uffici del giudice di pace, di 220 sezioni distaccate di Tribunale e di 31 Tribunali, la creazione del nuovo Tribunale di Napoli Nord, la modifica territoriale dei circondari di alcuni Tribunali e delle corrispondenti Procure della Repubblica e, conseguentemente, ha determinato analoga modifica per gli Uffici di Sorveglianza, per i distretti di Corte d’Appello, per le Corti d’Assise di primo e secondo grado interessate dalla riforma mediante, quindi, la riduzione del numero degli uffici ordinari presenti sul territorio, la rideterminazione delle piante organiche degli uffici, la redistribuzione del personale di magistratura e amministrativo.

Si è intervenuti, altresì, sulla destinazione dei dirigenti degli uffici soppressi e in tema di edilizia giudiziaria, interventi, questi ultimi, resi necessari proprio dalle disposizioni relative agli uffici giudiziari dianzi descritte.  I disagi delle strutture, della carenza di organico non sono stati sanati.
In primo luogo, con riguardo all’organico del personale amministrativo, si è registrata la presenza di gravi carenze con conseguenti ulteriori difficoltà degli uffici giudiziari accorpanti .In secondo luogo, è emerso il tratto comune collegato allo stato dell’edilizia giudiziaria spesso già completamente insufficiente a gestire affari e personale prima dell’entrata in vigore della riforma della geografia giudiziaria e logicamente per molti uffici posta in ulteriore sofferenza dall’ulteriore carico rappresentato dai relativi accorpamenti. La deficienza di organico dei magistrati ha comportato anche problemi relativi alle incompatibilità nella trattazione dei processi, la necessità di rinnovazione di atti nel dibattimento con riguardo a giudici trasferiti e l’inevitabile ingolfamento dei ruoli e rallentamento della macchina giudiziaria con concreti rischi di aumento dell’estinzione dei reati e dilatamento dei tempi nella definizione dei giudizi civili.

Da Sud a Nord di questo parleremo nella puntata odierna.

Buon ascolto!

 

 

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