HomeARCHIVIOSpeciale MAMME AVVOCATO domenica 8 maggio 2016 ore 18.00

Speciale MAMME AVVOCATO domenica 8 maggio 2016 ore 18.00

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Cara mamma avvocato o mamma avvocata se preferisci,

Stiamo preparando uno speciale su di noi per l’8 maggio, la NOSTRA festa. Che ne dici? Vuoi condividere i tuoi pensieri e far sentire la tua voce?

Vogliamo un TUO contributo da trasmettere in diretta. Commenta qui sotto, allega anche un file audio, mandaci un messaggio privato tramite facebook o tramite la pagina contatti su questo sito.

Per riflettere, per ridere, per sdrammatizzare situazioni assurde che capitano a NOI mamme professioniste.

Come è stata la gravidanza? Chi ti ha aiutato? Nonni santi subito o baby sitter? La tua regione o provincia prevede qualcosa per aiutare le mamme che lavorano? E l’indennità di maternità della Cassa l’hai ricevuta? E’ stata di aiuto? E l’estate? Tutti in colonia? Chi ha più tre mesi di ferie? Come è cambiata la tua vita da quando sei mamma? Quanto ti aiuta il papà?

Aspettiamo i Tuoi commenti!

Qui ne mettiamo uno noi tanto per cominciare e per sorridere:

Lettera di una mamma avvocato: cara mamma che inviti tutta la classe dell’ASILO al PARCO PUBBLICO per la festa di compleanno della tua figlioletta… MA LA VUOI SMETTERE? Primo: le feste di compleanno sono per i bambini e non per gli adulti che avrebbero, sai com’è, anche da lavorare ogni tanto; Secondo: è ovvio che se fai la festa in un PARCO PUBBLICO io DEVO stare lì perché non mi fiderei mai a lasciare la mia figlioletta di 4 anni da sola anche se TU dici che LE CONTROLLI in quanto, oltre a essere circondata da ALTRI 20 bambini che DOVRESTI CONTROLLARE, un PARCO PUBBLICO è vicino a una strada e ha un sacco di INSIDIE; Terzo e ultimo: almeno se fai la festa in un PARCO PUBBLICO e sai che io ci DEVO venire… e porta una CAVOLO DI BIRRA! #ius_mamma_law

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19 Commenti

  1. Sono una Mamma Avvocato e felicissima di esserlo.
    Sono fortunata perché ho l’aiuto e il sostegno di tutte le persone che mi vogliono bene e soprattutto perché tutti gli obiettivi sono stati raggiunti gradualmente e con l’aiuto della divina provvidenza. Ancora molto c’è da fare e da raggiungere ma sono positiva e combattiva perché i figli e il lavoro sono la mia vera forza. Auguri a tutte le mamme professioniste e non.

  2. Sono mamma e sono avvocato. E conseguentemente i miei figli hanno una mamma avvocato (invero pure il papà!).
    Significa che in studio sino a qualche annetto fa c’era un cassetto con pannolini e salviette di emergenza…
    Significa che qualche domenica l’ho trascorsa in studio fra atti, codici e passeggini…
    Significa che è normale per i miei bimbi dire che “mamma è a Palazzo” e i loro amichetti non hanno idea di cosa voglia dire…
    Significa che la toga è spesso diventata il mantello dell’invisibilità di Harry Potter…
    Significa che non riesco mai ad accompagnarli ad una gita scolastica….
    Significa che ritiro le pagelle sempre nel giorno sbagliato…
    Ma significa anche che i miei figli sanno il 2043 cc quasi a memoria (“non l’ho fatto apposta ed ero stato attento!”) e organizzano petizioni per cambiare la corografia del saggio di fine anno….
    Mamma e avvocato: i mestieri più belli del mondo, nonostante tutto

  3. Sono avvocato da 15 anni e mamma da quasi due. Ho lavorato tutta la gravidanza senza evitare nulla tranne il carcere, non che stessi benissimo ma mi ero ripromessa di dare il massimo prima del parto (previsto ad agosto) in modo da potermi dedicare alla bambina successivamente; dopo 10 giorni dal parto (cesareo) infatti ero in ufficio e tutto il primo anno mi sono trascinata la pupa ogni giorno in ufficio, anche in trasferta; una volta non potendo lasciarla la portai in udienza civile dove discussi di provvisoria esecutività con lei nella carrozzina, nell’attesa le diedi il biberon; tutto sommato finché lei mangiava e dormiva era tutto ok, certo le trasferte erano impegnative perché caricarsi tutto non era semplice….poi inizio’ a camminare, a pretendere attenzione, a interagire e fu l’inizio di un complicatissimo puzzle di incastri tra tata e nonni(santi); in questo anno almeno due o tre pomeriggi a settimana sono stata a casa e inutile dirlo il lavoro ne ha risentito; sto cercando di evitare il nido ma temo che il prossimo anno le toccherà….
    Ovviamente quando sono lei ho le paranoie rispetto al lavoro e quando sono al lavoro ho i sensi di colpa nei suoi confronti, ma credo che l’autolesionismo sia un vezzo tutto femminile che non colpisce i padri; spesso penso che una pupina meravigliosa come la mia avrebbe meritato una mamma migliore di quella che ha, una più attenta, che prepara le torte olistiche e non le da’ le merendine, che non delega a terzi la sua cura, che non si fa scrivere dalla Asl perché è’ in ritardo con i vaccini, che non ha sempre una porzione di cervello indisponibile; tutto quello che comporta avere una bambina piccola grava unicamente sulla sottoscritta e sulla propria famiglia… Ho pagato tutte le analisi, ho ricevuto una somma dalla cassa che probabilmente non copre la spesa dei pannolini, però ho avuto la solidarietà e l’aiuto di molte colleghe e anche di giudici che voglio ringraziare pubblicamente….grazie per ogni volta in cui mi avete sostituito, mi avete atteso e mi avete fatto passare avanti in fila!
    Auguri a tutte le colleghe mamme impegnate nei due lavori più belli del mondo!

  4. Sono avvocato e sono mamma, in ordine temporale, e per temporale intendo che sono diventata prima avvocato e poi mamma. Se, poi, invece, vogliamo dire per quanto tempo al giorno sono avvocato e quanto sono mamma … bè, va bene, lasciamo perdere, per fortuna non sempre la matematica è una scienza esatta! In gravidanza ho lavorato fin all’ultimo giorno “utile”, poi ho partorito la notte fra sabato e domenica, ovviamente all’inizio della feriale … che allora era un poco più lunga, ma comunque è finita, e da allora non si è capito più niente o quasi, anche se sono passati quasi 7 anni. Ho pochi aiuti, quasi tutti non sono gratis purtroppo, ed ormai non mi chiedo più se guadagno abbastanza per pagare tutto quello che mia figlia mi costa. Non me lo chiedo perchè il mio lavoro mi piace, nonostante tutto, e perchè mi reputo una fortunata, perchè la accompagno a scuola, conosco i suoi amici e le mamme dei suoi amici, sono sempre presente alle sue recite, aspetto fuori mentre lei fa musica o karate, la porto alle feste; non mi importa di scrivere ancora gli atti a mano (mente lei fa musica o karate, cosa pensate che faccia) nè di lavorare di notte, il processo telematico lo hanno inventato per questo o no? Non mi importa, va bene così, l’unica cosa che mi chiedo è “cosa diamine facevo prima per sentirmi comunque stanca?”

  5. Sono mamma e avvocato, precisamente in quest’ordine. Perché, in questo momento (da 8 anni ) mi sento prima mamma e poi avvocato. Posso sicuramente dire che, quella di mamma, è stata l’esperienza più travolgente che abbia mai provato. Mi è letteralmente scoppiata in faccia o meglio, nel cuore. Non ho mai rinunciato, comunque, alla mia professione, nonostante le difficoltà sia organizzative che di lavoro ed anche quando questo era poco e poco redditizio. Volevo e voglio continuare a fare l’avvocato per me e, soprattutto, per le mie figlie che adesso, da 5 anni, sono due. Credo in quello per cui ho studiato con tanta dedizione!
    Sono aiutata da mio marito, che è un collega, dai nonni che, sebbene vecchietti, ci sono sempre e dalla Provvidenza che in questi lunghi anni ha vegliato sulla salute delle mie bambine sapendo, forse, che non avevo un piano b per le febbri. Le ho portate con me ovunque, anche in udienza nella fascia a soli 15 gg. dal parto. Le ho mandate al nido senza troppe indecisioni e ancora ringrazio le maestre per avermi tanto aiutata. Ho scelto di lavorare 2/3 pomeriggi alla settimana perché credo che sia importante seguirle. D’altronde non potrei fare altrimenti. Sono in crisi verso il lavoro quando sono a casa e, viceversa, quando sono al lavoro! Un dilemma dilaniante.
    Accetto l’imperfezione di essere mamma e avvocato, avendo la consapevolezza che ciò mi ha concesso l’opportunità di imparare ad adattarmi in ogni situazione, riorganizzando, ogni volta, la mia vita. I soldi guadagnati ancira non bastano per coprire le spese. Ma andrò avanti con la forza delle mie figlie e… chi la dura la vince. ..SEMPRE!

  6. Sono avvocato e sono mamma precisamente in questo ordine. Ho una bellissima bambina di 21 mesi e da quando sono rimasta incinta non ho mai smesso di lavorare. Ho avuto una gravidanza complicata, 6 mesi a letto, ma non ho mai smesso di lavorare. Ho pianto tanto in questi 21 mesi, alcune volte ti senti disperata, essere mamma ti cambia la vita, sicuramente in meglio, ma non hai più tempo per te, sai che non devi mollare, il lavoro è fondamentale per una donna, ti consente di essere indipendente. E per questo ho sempre lavorato e cresciuto mia figlia, senza nessun aiuto, solo qualche babysitter ogni tanto, la nonna lontana, il papà quasi sempre assente, eppure non mollo. A mia figlia quando diventerà grande le voglio insegnare il valore dell indipendenza economica, l’ unica arma che noi donne abbiamo per essere rispettate in questa società maschilista.

  7. Sono avvocato e Mamma .. Anch’io in quest’ordine … Ma da circa sei mesi sto cercando di ribaltarlo… Da quando sono nate Alice e Viola ( nate la prima il primo gennaio e la seconda il 22 giugno di 8 e 7 anni fa ) non ho mai smesso di lavorare … Tutte le volte che andavo a lavoro Alice piangeva perché restassi con lei e questo mi spezzava il cuore … Tuttavia io continuavo , anche e soprattutto per loro .. Per costruire una piccola sicurezza … Tuttavia crescendo hanno criticato la mia pesante assenza , dicendomi tante volte ‘Mamma perché non cambi lavoro? ‘ … E cosa? Io mi sento Avvocato dentro ! Ma capisco che il tempo mancato con loro , nessuna causa vinta ce lo restituirà mai ..

  8. Sono avvocato e sono mamma, l’ordine è’ stato deciso casualmente ,perché ho superato l’esame orale di avvocato due giorni prima di partorire il mio primogenito . Eh sì … Praticamente mio figlio mi ha aiutato silenziosamente ad essere quello che volevo, dopo di che c’è stato un gran rumore nella mia vita: ho fortemente sentito il bisogno e/o dovere di fare questa professione, visto che si tramanda da generazioni in famiglia e perché mi piace da impazzire. Ho avuto tre figli l’ultimo ha 2 anni, un trasferimento spero momentaneo, ma che già dura da ben sei anni, al nord Chioggia ( non l’avevo mai sentita prima di andarci a vivere) ma…. Continuo a fare L’avvocato e quanto più riesco a risolvere problemi alle persone tanto più sono ripagata dei sacrifici, almeno moralmente perché economicamente siamo davvero rovinati da questa crisi ( e dal Consiglio dell’ordine). Mi piace mi piace davvero e vi dirò di più: a maggio Riccardo il mio secondo figlio, farà una recita e sarà l’avvocato Riccardo, lo ha chiesto lui alle maestre perché ……già sa cosa vuole fare da grande. Lo abbiamo nel sangue.
    Ciao Barbara da Napoli

  9. Bene, finalmente se ne parla. Mi fa molto piacere, anche se ormai io sono fuori dal tunnel. Un tunnel lungo e tortuoso pieno di insidie frapposte al tentativo di conciliazione tra professione e maternità.
    Ho partorito in agosto e alla fine di un torrido luglio, nono mese di gravidanza, ho chiesto al Presidente se -considerato il mio stato- avesse potuto trattare per primo il mio processo fissato per quel sabato mattina ( si, nel 1993 si teneva ancora regolarmente udienza il sabato). Mi guardò perplesso e, seppur un po’ infastidito, acconsentì. Chiamo’ per primo il mio processo ( una complicata vicenda di reati societari) ma penso’ bene di svolgere tutto il dibattimento, discussione compresa. Sono uscita stremata nel primo pomeriggio dopo sei ore di udienza e tra le invettive dei colleghi in attesa.
    È’ stato solo l’inizio, il vero camel trophy è arrivato dopo e ha raggiunto il massimo quando all’impegno professionale si è’ aggiunto quello istituzionale. Periodi in cui ho anche sofferto di attacchi di panico da stress. Ma ce l’ho fatta e lo rifarei, pur consapevole di essermi persa qualcosa come madre più che come professionista.
    Ecco , la sensibilizzazione che c’è oggi, e che non c’era allora, spero aiuti tutt’e voi ad essere madri ed avvocati complete ed appagate.
    Livia Rossi

  10. Sono avvocato e mamma, mamma da appena un anno….ho lavorato fino al giorno prima di partorire ed ho ripreso una settimana dopo…..ringrazio le mie amiche e colleghe che in quel periodo mi hanno sostituito in udienza, non ce l’avrei fatta senza di loro…..all’inizio è stata dura perché ero abituata a lavorare solo e ad avere molto tempo per me, non è stato facile abituarmi a vivere per le sue esigenze, ma la fatica è ripagata da un suo sorriso, un suo bacio!!!….. Il mio lavoro mi piace troppo, anche se ormai con le spese triplicate, si sopravvive, però le soddisfazioni sono tante e poi mi piace troppo studiare i nuovi casi, è entusiasmante!!! Per fortuna ho trovato una babysitter speciale con la quale il mio cucciolo si diverte tanto e che quindi mi fa stare tranquilla, anche se quando sono a lavoro vorrei stare con lui e viceversa quando sono con lui penso al lavoro che dovrei fare!!! Ce la farò a conciliare tutto ne sono sicura!!

  11. Sono avvocato…e bis mamma. In entrambe le gravidanze ho lavorato fino alla fine…tanto che il secondo ha deciso di venire alla luce un mese prima in pieno ferragosto per non farmi perdere neanche un giorno di lavoro. Mi rendo conto che conciliare le due cose è un puzzle complicatissimo che mi riesce solo grazie alla dedizione della mia di mamma. Le udienze fiume vissute con l’ansia di tuo figlio che esce da scuola….il piccolo che ho allattato per 7 mesi….sono esausta ma felice perché so di essere entrambe le cose….non faccio la mamma e l’avvocato lo sono!

    • Sono una mamma e faccio l’Avvocato. 20 anni fa al sud soprattutto nei paesini di provincia, fare la mamma era già un mestiere. Fare la mamma e voler fare anche l’avvocato era sinonimo di “mamma sciagurata”. Alle 13 in fila in udienza con tutti i miei colleghi maschietti mi veniva l’ansia della uscita scolastica ma mai a chiedere di passare per prima. Chiedere di passare per prima significava darmi vinta ai miei colleghi pronti alla loro battuta :” ma non devi andare a casa che hai un figlio piccolo “? “Povero piccolo e chi lo fa mangiare “? Ed io ferma ad attendere l’udienza senza farmi sostituire e senza” pregare”di anticipare. I miei colleghi non mi hanno affatto aiutato perché era palese che quel mondo fosse solo al maschile. Però la loro opposizione mi ha aiutato molto, mi ha stimolata ad andare avanti senza mollare, con determinazione. Oggi è diverso. Amo il mio lavoro. Ah, oggi mio figlio,si chiama Matteo, ha 19 anni e mi ha detto : mamma non farò mai l’avvocato! ! Me ne farò una ragione ☺
      Complimenti a tutti voi di Iuslaw e un abbraccio ad Andrea.
      Graziella Algieri

  12. Mamma-avvocato,da sempre separata….monogenitoriale…monoreddito…otto braccia,due teste,quattro gambe,poco sonno , tanti ostacoli e tanto stress…..ma tantissimo AMORE che ti ricompensa….mammavvocato….vuoldire organizzare un pc point a casa, e mentre col piede dondoli il carrozzino…con le mani digiti sulla tastiera, e lo sguardo corre tra il.codice, il monitor ed il faccino dolcissimo della tua bimba…mammavvocato.vuol dire addormentarsi con lei e rialzarsi nel cuore della notte x finire una comparsa di risposta….mammavvocato vuol dire essere in.udienza col pancione di otto mesi e sentire i colleghi maschietti commentare con scherno che sei andata a partorire in tribunale e che nn hanno intenzione di cederti alcuna precedenza….mammaavvocato…nei primissimi anni,nn ancora iscritta alla cassa, vuol dire nessuna assistenza…sola ….un grazie infinito ai miei genitori x il sostegno.che ancora oggi mi danno..xchè credono nella mia scelta di mammavvocato

  13. Sono una mamma avvocato. Ho lavorato sino a qualche ora prima di partire. Ho lavorato in ospedale durante il settimo mese di gravidanza quando ero ricoverata per coliche renali. Sino al settimo mese viaggiavo per lavoro ogni settimana e macinavo km e km in auto col mio pancione. Durante la gravidanza ho avuto la collaborazione di tanti colleghi che o mi sistituivano in udienza o venivano a casa a prendermi x portarmi in tribunale. Il giorno dopo il parto il telefono stava già squillando ed il latte….. Andato via…. Santo biberon. Mio figlio ha iniziato il nido a tre mesi. Durante la mattina e primo pomeriggio lavoro a gogò. Poi c’è lui. Ho la fortuna di avere un marito pubblico dipendente che usufruisce dei congedi parentali, malattia e paternità. Questo mi aiuta. I nonni materni ci sono quando mi trasferisco con bimbo appresso nel secondo studio a 150km di distanza. Ci sono. Mi sono realizzata lo studio in una parte separata della casa, in modo da non dover uscire mattina e sera. Così lavoro e sto vicino al mio bimbo. L’indennità di maternità l’ho percepita… Ma lo stato se l’è portata via in tasse…. Sarebbe stato meglio non prenderla, come dice la commercialista… Jacopo ha quasi due anni è sono felice di riuscire a conciliare maternità e lavoro

  14. Anche io sono avvocato e sono mamma, ma, cronologicamente, prima sono diventata mamma e poi avvocato. Mi sono sposata ed è nata mia figlia che oggi ha quasi 7 anni, mi sono laureata con la bimba di appena 17 mesi e gli ultimi sei esami li ho sostenuti durante il suo primo anno di vita. Ho svolto il praticantato e lei frequentava il nido, due volte sostenuto gli scritti e ho studiato per l’orale mentre lei faceva il suo – non facile – ingresso in prima elementare. Durante i mesi che hanno preceduto l’esame lei era sempre lí, accanto a me: facevamo i compiti insieme, lei i suoi, io i miei, con il calendario accanto per il countdown. Il giorno in cui dovevo sostenere l’orale, mentre faticavo nel gestire la terrificante ansia, per non trasmetterla a lei, mi diceva: “mamma, stai tranquilla ci sono io con te vedrai che diventerai avvocato, io lo so”! Fin da quando era nel pancione mi ha dato la forza di andare avanti in questo difficile percorso, è stata sempre con me a sentire parlare di litisconsorzio e atp, Cassazione e rito lavoro…qualche volta mi ha aiutata in tribunale e ha fatto amicizia con i cancellieri e sa che a volte “devo parlare con i giudici per difendere le persone”..sa che se non le rispondo al telefono sono con i clienti e conosce lo studio in cui lavoro come fosse casa sua. Cerco di fare la mamma e l’avvocato impegnandomi al massimo, cerco di incastrare i suoi impegni con i miei, non mi fermo mai..sono stanca, tanto…e di certo la crisi anche nel nostro settore non offre molti spiragli di gratificazione, almeno economicamente, ma quando penso che ho realizzato il mio sogno e che lei ne è parte integrante so che vale la pena andare avanti. E spero che i miei sacrifici possano esserle d’esempio. Certo, ho avuto sostegno, moralmente, dalla mia famiglia e dai miei colleghi, ma il mio punto di forza è stato senz’altro lei. Si può fare tutto: bisogna solo desiderato.

  15. Sono una mamma avvocata ed essere le due cose contemporaneamente non è impresa da poco. Mi sembra sempre di non riuscire ad essere abbastanza in entrambi i ruoli. Per conciliare tutto sono sempre di corsa e sul mio tavolo convivono fascicoli e giochi. Cerco di spiegare il mio lavoro alla mia bimba trasformando i clienti in persone monelle che rubano le merende e raccontando favole ambientate in Tribunale. Ogni tanto durante l’udienza apro la borsa per prendere un fascicolo e ritrovo una piccola Minnie lasciata li dalla mia piccola per farmi compagnia.E’ difficile ma è la mia vocazione….ho lavorato fino al giorno prima di partorire, l’ho allattata per un anno dividendomi tra poppate e udienze, ed oggi dopo cinque anni mi emoziono quando la sera mi dice”sei la mamma che volevo…ti adoro”.

  16. Avvocato e bimamma con la mia mamma Ke fa da mamma a tutti e tre ma felici di essere come siamo uniti, vicini , impegnati. ….mi basta il sorriso dei miei figli x accendere la mia passione. …il mio lavoro mi piace ,mi appaga, mi soddisfa sono brillante arrivata ai massimi livelli grazie alla mia splendida famiglia …..se dovessi tornare indietro rifarei tutto di nuovo. questo lavoro è meraviglioso ed ancor di più lo è il mestiere di mamma fra mille sacrifici e tante soddisfazioni con il calore Ke scaturisce dall amore più grande : quello x i propri figli. Ho rischiato di partorire entrambe le volte in udienza avendo lavorato fino all ultima ora ed il rientro? Dopo appena 5 giorni (2 cesarei ) con due processi in corte d assise Ke nn potevano attendere ed il rischio Ke j punti saltasseto ma felice e motivata più di prima ho affrontato la nuova esperienza Ke mi ha colmato il cuore di gioia.

  17. La festa della mamma avvocato… e’ ogni giorno…perche’ la mamma avvocato, e piu’ in generale, la mamma libero-professionista va onorata ogni giorno, perche’ riesce a fare cose che voi umani…
    Questo e’ quello che crediamo noi ogni volta che incrociando lo sguardo dei nostri figli riusciamo a percepire la loro gioia nel cederci dedicargli qualche minuto, alla fine di una giornata intensa…
    In verita’ i nostri pari ci vedono come professioniste che “hanno fatto altro” non solo la professione, quindi fa niente che hai lavorato fino al giorno del parto, fa niente che sei rientrata in studio che ancora allattavi, fa niente che per fare piu’ dei tuoi pari lavori di notte…”hai scelto altro?adesso non lamentarti”
    E no, infatti, non mi lamento perchè io ho fatto altro e si piu’ e se non vi sta bene e’ un problema vostro!
    Buona festa della mamma per le mamme multitasking come me

  18. Sono madre e avvocata e mio figlio minaccia di fare anch’egli l’avvocato. Da quando è nato la mia vita ha messo il turbo e vivo perennemente di corsa. Un giorno a cena quanfo ancora frequentava il nido la domanda di mio figlio è stata: perché mamma non sei come le altre mamme? E alla mia domanda “perché dici cosi tesoro mio? La risposta è stata: le altre mamme stanno dietro le sbarre (fuori dal cancello!) chiacchierano e i loro bambini le vedono …Tu invece no, mi porti a fuggi via, sei strana! Un’altra volta ..sempre al nido ..uno strano gioco ha interessato i bimbi parlare del lavoro dei loro genitori ..Mio figlio ha esordito dicendo mia madre è avvocato. Al che la maestra gli ha chiesto” ma lo sai cosa vuol dire ..e lui “si mia madre fa le udienze (che lui chiamava all’epoca udience) col giudice che mette in prigione le persone! Se sono buone mia madre corre se sono cattive ..va!
    Ecco qualche volta avrei voluto correre meno ma mai ho pensato che essere madre ed essere avvocato fossero incompatibili. Auguri a tutte le madri avvocata.

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