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Radio Corso Atti e Pareri #5 – Struttura del Parere – Parte I

Radio Corso Atti e Pareri #5 - Struttura del Parere - Parte I

Corso Radiofonico di preparazione all'esame di Abilitazione

Apriamo quest’oggi il “Radio Corso Atti e Pareri”, rivolto a tutti i praticanti nell’intento di offrire – in “dosi contenute” – linee guida e accorgimenti utili in vista del prossimo dicembre.
Prima di aprire ufficialmente la seduta, si consiglia caldamente di provvedere, già da ora, a munirsi di sana pazienza ed essere propositivi, lasciando perdere amuleti o ricette della nonna.
L’esame di abilitazione è profondamente cambiato ed ancora muterà, e noi siamo qui per informare e infondere coraggio alle giovani generazioni di giuristi che popoleranno questa categoria professionale, indispensabile per ogni democrazia che si rispetti.
Non ci resta che iniziare.
Queste le regole di ingaggio:
Leggere articoli giuridici, soprattutto le c.d. note a sentenza, rinvenibili in quantità sia su carta stampata che on line;
Iniziare, sin da ora, al dedicare appuntamenti fissi con l’ars scribendi, per vincere la paura del foglio bianco e curare la grafia, aspetto questo da sempre sottovalutato.
Oggi ci occuperemo del parere, questo sconosciuto ai più, di cui voi diverrete di qui a poco massimi esperti.
Punto primo. Il parere è una risposta. È la risposta che il legale propone al proprio cliente, mediante la quale spiega come risolvere il quesito di diritto. Il parere è funzionale a risolvere il caso, solo se, l’attento giurista individua quale scopo il proprio assistito intende raggiungere e contemperando lo stesso con gli strumenti che l’ordinamento predispone. Fondamentale, allora, diviene l’analisi della traccia d’esame.
Punto secondo. L’individuazione del quesito risolutivo si ottiene mediante due preliminari attività: lettura approfondita della traccia, ed attività di brainstorming.
Ora ci occuperemo della struttura del parere, attrezzo fondamentale per la buona riuscita in sede d’esame. Se dai più, viene snobbato, si avvertono i gentili passeggeri del jet “Iuslaw web radio” che il parere è la doppia prova che attende praticanti novelli e pluridecorati.
Non possiamo partire senza aver riepilogato prima – rapidi – per chi si fosse messo in ascolto solo in questo momento – le due perle di saggezza, la scorsa volta dispensati.
Reperire note a sentenza e sostituirle col rosario per i più religiosi, o per l’ultima web series appena caricata, per i più nerd.
Riesumare dal vecchio Invicta rosa e giallo quaderno a quadrettoni e carioca mille colori, concedendo alla mano il giusto respiro e permetterle di ricordare come si impugna una penna.
Non ci resta che iniziare.
La struttura del parere. Se il parere è una risposta argomentata, allora è chiaro che la redazione dello stesso deve seguire una struttura diretta ad esplicitare l’iter giuridico che il candidato deve seguire per addivenire alla risoluzione della questione di diritto.
La questione di diritto è l’interrogativo che deve guidare l’aspirante avvocato nella stesura della propria risposta.
Pertanto, a seguito della lettura della traccia e dopo aver annotato su di un foglio gli istituti che vengono in rilievo, occorre procedere con la predisposizione dello schema. Questo rappresenta la cartina di tornasole di tutto il parere, permettendo così di aver ben chiaro, passo dopo passo, ciò che abbisogna trascrivere, rendendo coerente e riconducibile ad unico sistema tutto ciò che la traccia d’esame richiede.
La struttura obbligatoria che il nostro elaborato deve contenere passa per i seguenti punti:
Primo. L’esordio. Questo rappresenta la nostra carta d’intenti;
Secondo. Il riepilogo della vicenda sottoposta. Questa parte tende a selezionare i fatti rilevanti ai fini della risoluzione della questione.
Terzo. La ricerca degli istituti generali. L’inquadramento non può prescindere dalla individuazione dell’istituto di diritto valevole per il caso concreto.
Quarto. La risposta ai quesiti individuati precedentemente. Questo è il nocciolo del nostro elaborato, perché rappresenta il nostro asset difensivo.
Quinto. La chiusura. La fase finale riepiloga quanto detto innanzi, rendendo organico il compito.
La struttura del parere, così come gli scritti giuridici di commento, possiede una compagine che, attraverso il metodo deduttivo impone al candidato di partire dalle norme rinvenienti dalla traccia, filtrando i fatti posti dalla stessa attraverso la cruna dell’opportuno addentellato normativo, conducendo così alla soluzione del caso.
L’esordio, nostro biglietto da visita e strumento atto a sorprendere e destare dal letargo il correttore, anche se posto nell’incipit del nostro elaborato, deve necessariamente essere creato nella fase finale, per i motivi che presto ci saranno chiariti.
Ciò perché solo dopo aver analizzato la traccia d’esame ed individuato quale asset difensivo adottare potremo introdurre il nostro prezioso parere, esplicitando già in prima battuta gli istituti giuridici che riteniamo pertinenti, predisponendo il correttore ad una lettura guidata in cui è già chiarito il binario entro cui veicoleremo la disamina della questione giuridica sottesa.
Così, ad esempio, qualora il nostro assistito subisca delle turbative nel proprio fondo, introdurremo il parere chiarendo che nel caso in esame, ricorrendo sicuramente l’istituto della proprietà, non può non prescindersi nella soluzione della questione dall’utilizzo delle azioni reali che l’ordinamento predispone per la tutela del diritto dominicale.
Ma deve avvertirsi che l’esordio è solo un piccolo periodo, di una manciata di righe, in cui predisponiamo i lavori ermeneutici del nostro parere, pertanto si consiglia di essere sintetici, selezionando come innanzi detto solo i presupposti del nostro lavoro.
Con riferimento al sopracitato assistito, molestato nel godimento del proprio bene, un giusto modo di introdurre il tema potrebbe essere una introduzione del genere:
Il parere richiesto, avente ad oggetto le turbative esterne arrecate al proprietario del fondo, impone di individuare, tra le azioni reali, la più efficace a garantire il godimento del dominus, inibendo attività moleste, arrecate al solo scopo di nuocere.
Ricordiamo che l’esordio non deve essere un riassunto del nostro parere, ma semplicemente il giusto imbocco per chiarire al correttore l’ambito nel quale intendiamo muoverci per addivenire alla soluzione del caso sottoposto.
Proseguiamo i lavori di strutturazione del parere, ponendo quest’oggi l’attenzione al secondo punto di snodo del nostro elaborato: il riepilogo della vicenda sottoposta.
Tale tappa obbligatoria merita il giusto approfondimento in quanto, attraverso una corretta opera di selezione delle vicende fattuali, sarà possibile dare il giusto taglio al nostro responso.
Molti, infatti, sulla base di un malriposto sentore che il singolo commissario sia a conoscenza della traccia specifica, escludono dal proprio lavoro il riepilogo della vicenda, dando per scontato che lo scrutinatore conosca perfettamente i fatti di causa.
Invece, il più delle volte il povero commissario è costretto a saltare da un parere all’altro senza sapere su quale traccia l’aspirante avvocato si sia cimentato.
Nostro compito, pertanto, sarà ricapitolare la vicenda fattuale, ricordando, che esiste un’enorme differenza tra l’omissione di una vicenda e la reinterpretazione ad uso e consumo del singolo candidato.
Tornando a noi, il nostro elaborato deve avere la pretesa di essere completo, un’oasi in cui il correttore, non solo rintracci l’iter logico giuridico seguito, ma anche l’opportuno preambolo in cui abbeverarsi per ricordare i contorni della vicenda fattuale da cui il nostro parere prende le mosse.
Così dopo aver brillantemente iniziato il parere con il nostro esordio, chiarendo quali istituti giuridici vengono in rilievo, porremo la nostra attenzione alla ricostruzione del fatto, selezionando ed organizzando gli episodi di primario interesse.
Così qualora l’ipotetica traccia racconti le gesta di due improbabili rapinatori, colti con le mani nel sacco in un corridoio del supermarket G.M., sito in Cerignola, armati di una graffetta, nell’intento di forzare il distributore di vivande, occorrerà selezionare i fatti salienti ed ordinarli al fine di presentare al commissario la giusta ricostruzione della vicenda in commento.
Un giusto riepilogo, pertanto, potrebbe essere così trasposto sul foglio:
Nel caso in esame Tizio e Caio, nell’intento di appropriarsi delle vivande incluse in un distributore, posto all’interno di un supermercato, mediante l’ausilio di uno strumento del tutto inidoneo al travisamento dello stesso, venivano individuati dal personale di vigilanza e, immediatamente, dismettendo l’operazione furtiva cercavano invano di guadagnare la fuga recandosi verso l’uscita”.
a cura di Vincenzo Grieco 

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