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OCF – L’Organismo Congressuale Forense scrive al Presidente del Consiglio e al Ministro del Lavoro. “Giovani avvocati al collasso si blocchi subito l’operazione Poseidone”

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L’Organismo Congressuale Forense scrive al Presidente del Consiglio e al Ministro del Lavoro. “Giovani avvocati al collasso si blocchi subito l’operazione Poseidone”

L’Organismo Congressuale Forense scrive al Presidente del Consiglio e al Ministro del Lavoro. “Giovani avvocati al collasso si blocchi subito l’operazione Poseidone”.
“Segnaliamo l’urgenza di provvedere invitando l’INPS a sospendere immediatamente ogni azione esecutiva della operazione Poseidone dal momento che potrebbe essere illegittima e, tra l’altro, reca un irreparabile danno ai giovani professionisti di età compresa tra i 30 e 40 anni e con un reddito inferiore ai 5000 che sono stati già costretti a cancellarsi dai rispettivi albi”.
Così in una lettera il Coordinamento dell’Organismo Congressuale Forense rivolge un appello al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro del Lavoro chiedendo loro di intervenire con tempestività.
“Non si tratta di una presa di posizione contro l’INPS ma della necessità di ristabilire una giustizia sociale che in questo caso è stata calpestata. Tra giugno e luglio 2015 – spiega il Coordinamento – l’INPS ha ripreso l’operazione Poseidone iscrivendo d’ufficio alla propria gestione separata, centinaia di migliaia di professionisti, avanzando richieste pari a 2.500/3.000 euro ad avviso (in alcuni casi fino a 30.000 euro). Ciò, nonostante la stessa Relazione accompagnatoria per la conversione in legge del D. L. 6/7/2011 n. 98 art. 18 (sulla quale si fonderebbe la pretesa dell’Istituto) evidenziasse che sono soggetti alla iscrizione alla Gestione Separata Inps coloro che svolgono attività il cui esercizio NON è subordinato ad appositi albi o elenchi”. Non solo. A lasciare indignati i componenti dell’Assemblea OCF che hanno deliberato di rivolgersi al Presidente del Consiglio e al Ministro del Lavoro, inoltre, è il fatto che i versamenti richiesti, accompagnati da sanzioni pari a quasi il 100% dell’importo, tra l’altro non concorrono a formare il montante previdenziale dei contribuenti ma entrano per legge nel bilancio ordinario dell’Ente. “Non possiamo restare sordi al grido d’allarme di decine di giovani avvocati disperati, costretti a chiedere finanziamenti per adempiere alla prestazione richiesta al posto di organizzare il proprio futuro il cui percorso si fa sempre più scivoloso. Chiediamo – conclude l’OCF – alla politica di intervenire in modo deciso per aiutare concretamente i giovani professionisti, avvocati e non solo, che oggi si trovano in grosse difficoltà per cause non imputabili ad una loro responsabilità. Siamo fiduciosi che chi di dovere non potrà restare sordo al nostro appello.”

Scheda a cura di:
Avv. Pino Gallo

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