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NUMERO CHIUSO: LA VOCE AGLI STUDENTI

La puntata del 22 aprile di #svegliatiavvocatura è dedicata agli #studenti

In pochi anni, i numeri dell’avvocatura sono aumentati in modo esponenziale e la crescita, per quanto con trend molto inferiore rispetto al passato, non cenna ad interrompersi. I 90.000 iscritti agli albi del 1990 sono più che raddoppiati, con le ultime statistiche che parlano di oltre 250.000 iscritti e con una composizione ormai equilibrata fra uomini ( 53%) e donne (47%). Il tutto a fronte di un mercato sempre più asfittico, anche a causa di una crisi economica che non abbandona il nostro Paese.

Quasi contemporaneamente, in molte facoltà universitarie, a partire da quella di medicina a chirurgia, si è introdotto il numero chiuso o programmato delle iscrizioni con test di ingresso estremamente selettivi, i cui esiti non sembrano avere sempre premiato la meritocrazia, ma hanno senz’altro garantito un più agevole accesso al mondo del lavoro dei laureati.

Analoghe istanze verso l’introduzione di accessi programmati da tempo sono state avanzate dall’avvocatura: la soluzione della problematica, tuttavia, non appare agevole, anche perché la laurea in giurisprudenza consente l’accesso non solo alle tipiche professioni forensi di avvocato, magistrato e notaio, ma anche alla maggior parte dei concorsi della pubblica amministrazione, all’insegnamento, all’impiego privato.

Da qualche anno viene avanzata l’ipotesi di riforma del percorso formativo universitario, contraddistinto da una prima fase generalista della durata di 3 o 4 anni, ed una seconda fase specializzante di un biennio o un anno, destinata per l’appunto alle sole professioni forensi, a numero chiuso o programmato.

jacopo uduParleremo della proposta di introduzione del numero chiuso con Jacopo Dionisio, Coordinatore Nazionale dell’Unione degli Universitari, che ha evidenziato le molteplici criticità di un accesso limitato alle Scuole di Giurisprudenza.

logo_elsa_ITALIA_blueInoltre, su questa proposta IUSLAW WEBRADIO, in collaborazione con ELSA Italia (European Law Student’s Association) ha voluto ascoltare l’opinione diretta degli studenti universitari di tutt’italia.
Come avrete modo di ascoltare, le risposte sono tutt’altro che univoche, ma testimoniano la crisi di un approccio classico all’insegnamento nelle nostre facoltà e l’esigenza che si riformi profondamente l’università ancor prima della professione forense.

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