“Le professioni incontrano la politica”: la scommessa di un dialogo fruttuoso.

“Le professioni incontrano la politica”: la scommessa di un dialogo fruttuoso.
febbraio 15, 2018 No Comments » Commercialisti, Uncategorized Vincenzo Grieco
E’ questo il primo evento ideato da IusLaw WebRadio, trasmesso in diretta dal Senato della Repubblica il 17 gennaio 2018, durante il quale i rappresentanti delle professioni e delle relative casse previdenziali hanno fatto sentire la propria voce in aperto confronto con alcuni esponenti politici che si candideranno alle prossime imminenti elezioni.
Un’occasione dunque per tutti i professionisti, in particolare notai, avvocati e commercialisti, ed i rispettivi enti previdenziali per rivendicare con convinzione la forza e l’importanza del ruolo rivestito dagli stessi nel Paese, non solo da un punto di vista economico ma anche e soprattutto socio-culturale. Ed è proprio in ragione di questa presa d’atto che è stata unanimemente manifestata la necessità di poter incidere concretamente sulle decisioni politiche attraverso l’istituzionalizzazione di tavoli di confronto. Solamente una costante interlocuzione tra categorie e forze politiche che si realizzi in una fase antecedente alla presentazione dei disegni legge – si è detto – potrà garantire una risposta seria alle esigenze che di volta in volta si manifestano.
I politici presenti, per parte loro, si sono dimostrati consapevoli del ruolo centrale delle professioni, accogliendone di buon auspicio le istanze e ricordando quindi i recenti interventi normativi che hanno inciso sulle categorie presenti in sala: la riforma sull’equo compenso che per la prima volta offre una tutela ai professionisti in fase di trattativa con i c.d. poteri forti e la previsione del diritto allo slittamento d’udienza in favore delle donne che esercitano la libera professione.
Tuttavia – come qualcuno non mancherà di osservare – anche se gli intenti sono sempre ben apprezzati, troppo spesso le promesse in campagna elettorale abbondano ma non si traducono nella realtà dei fatti.
Questa volta, però, ci piacerebbe smentire anche i più malpensanti e disfattisti: per questo IusLaw WebRadio propone una piccola scommessa raccogliendo, in breve, le istanze dei professionisti e delle casse di previdenza che sono state presentate al convegno con le risposte-controproposte della politica. In tal modo, a campagna elettorale ultimata e a Parlamento insediato, ponendoci il termine di un anno, potremo fare un bilancio di quanto e come è stato fatto.
Iniziamo dal mondo particolarmente propositivo del notariato, rappresentato dal dott. Albino Farina, vice-presidente del Consiglio Nazionale del Notariato, che chiede ai futuri governanti di incidere essenzialmente su tre fronti.
In primo luogo, propone una serie di soluzioni idonee alla deflazione del carico giudiziario nel campo della volontaria giurisdizione. Ciò in ragione – si afferma – di una rilevata disincentivazione da parte dei gruppi stranieri ad investire in Italia a causa delle numerose criticità del sistema giustizia. Più nello specifico, si suggerisce l’eliminazione dell’obbligo della previa richiesta di autorizzazione al giudice tutelare per gli atti riguardanti aspetti meramente patrimoniali; di ridurre gli adempimenti nel campo delle successioni attraverso la creazione di un certificato successorio che abbia valenza sia civilistica che fiscale.
In secondo luogo, manifesta la necessità di incentivare la circolazione dei beni immobili di provenienza donativa facendo in modo che all’atto di compravendita i legittimari possano esprimere una valida rinuncia all’azione di restituzione. In tal modo, una buona fetta di mercato risulterebbe sbloccata sia sotto il profilo della commerciabilità che della bancabilità.
In ultimo, molto sentita, è la proposta di mettere in connessione telematica i flussi informativi tra Stato e notariato. I Notai si offrono di mettere a disposizione le proprie banche dati sia per la consultazione (particolarmente funzionale in ambito di amministrazioni di sostegno, disposizioni anticipate di trattamento e designazione di un fiduciario per il fine vita) che per l’implementazione delle stesse (in modo da poter tracciare, ad esempio, la conformità degli edifici alla normativa antisismica nonché valutare il rischio idrogeologico).
L’avvocatura, rappresentata dall’Avv. Vincenzo Ciraolo, vice coordinatore dell’Organismo Congressuale Forense, con interventi del Presidente dell’Ordine degli avvocati di Roma l’Avv. Mauro Vaglio, il suo consigliere e tesoriere Avv. Antonino Galletti, l’Avv. Gianni Di Matteo per UNCAT, l’avv. Francesco Ricciardi di MGA e il Nicola Di Molfetta, direttore di Legalcommunity e MAG, si dichiara in primo luogo soddisfatta per la riforma sull’equo compenso e tuttavia, sul punto, esprime la necessità che vengano riconosciuti nuovamente i c.d. minimi tariffari.
Viene auspicata inoltre l’emanazione dei regolamenti di attuazione rispetto a quanto previsto dalla legge professionale sul tema delle specializzazioni nelle materie giuridiche.
Qualche divisione di vedute, invece, con riguardo alla neo introdotta figura del socio di capitali: a fronte di chi rileva la necessità di dotarsi di una classe professionale moderna, che sappia rispondere alle esigenze di impresa e quindi accoglie con favore la possibilità di investire il capitale di rischio in società che fanno capo a studi legali, vi è chi, al contrario, rivendica l’indipendenza e l’autonomia dell’avvocatura e ne chiede pertanto l’abolizione. I tributaristi, dinnanzi ad una minaccia di riforma del processo tributario che vada nel senso di attribuire competenze alla giurisdizione ordinaria, rivendicano con vigore l’esigenza di rimanere una giurisdizione specialistica con giudici specialistici.
E poi c’è il fondamentale quanto delicato aspetto previdenziale gestito dalle Casse dei rispettivi ordini, le quali, in totale, amministrano un patrimonio di 80 miliardi ed – evidenziano – non si limitano solo ad erogare la prestazione finale ma sempre più adottano misure di welfare passivo ma anche attivo, per oltre un milione e mezzo di professionisti che, di conseguenza, non gravano più, o lo fanno solo parzialmente, sulle casse pubbliche.
Anche in ragione di ciò – affermano all’unanimità l’Avv. Nunzio Luciano, Presidente di Cassa Forense, il dott. Walter Anedda, il presidente CNPADC, e il dott. Mario Mistretta, Presidente della Cassa Nazionale del Notariato – è necessario che la politica conosca il concreto modo di funzionamento delle Casse e capisca le potenzialità che questi Enti possono avere per lo sviluppo del Paese attraverso il finanziamento dell’economia reale. Un passo necessario del futuro Governo quindi, dovrà andare nella direzione di rendere più equa la tassazione degli investimenti di questi Enti.
Un’altra riflessione condivisa riguarda l’evoluzione del mondo delle professioni e la sua digitalizzazione e dunque il problema di garantire flussi contributivi individualizzati.
Per poter continuare a svolgere il loro ruolo con efficacia ed efficienza, le Casse esprimono determinanti e puntuali problematiche che la Politica dovrà prendere in considerazione.
Prima di tutto, il rispetto dell’autonomia delle Casse, sia essa gestionale, organizzativa, contabile ma anche finanziario-economica, permettendo interventi di micro-credito a tassi agevolati. In secondo luogo, la vigilanza pubblica dovrà verificare certamente il perseguimento delle finalità senza tuttavia procedere con indebite interferenze.
Il dott. Alberto Oliveti, presidente di ADEPP, dopo aver avanzato istanze – pienamente condivise dai presidenti delle Casse intervenuti – in tema di autonomia, semplificazione e sburocratizzazione, vigilanza e defiscalizzazione, chiede certezza delle regole, nello specifico, che venga chiarita una volta per tutte la natura privata di tali Enti.
Un’attenzione ai giovani e al loro inserimento nel mondo delle professioni viene dedicata dal dott. Gaetano Stella, Presidente di Confprofessioni il quale manifesta la necessità di favorire le start-up degli studi professionali, permettendo ai professionisti di accedere ai medesimi benefici che, ad oggi, vengono riservati alle sole imprese.
Veniamo quindi alle considerazioni della classe politica in risposta alle innumerevoli questioni sollevate.
In rappresentanza del Movimento 5 Stelle, è presente il Senatore, e prima ancora “avvocato sul campo”, Maurizio Buccarella il quale, in tema di equo compenso, si dichiara favorevole alla normazione dei minimi tariffari, ritenendo altresì coltivabile l’idea di reintrodurre i c.d. diritti per quella parte di attività pratica svolta dal professionista; solleva inoltre la necessità di approntare misure volte a limitare i tempi lunghi e l’eccessiva discrezionalità dei magistrati in fase di liquidazione del compenso per le prestazioni effettuate in gratuito patrocinio. Si ripropone inoltre di intervenire a tutela dello sfruttamento che colpisce gli avvocati dipendenti dei grandi studi legali rilevando che formalmente sono liberi professionisti ma di fatto lavorano come dipendenti senza le garanzie tipiche di categoria.
Esprime infine contrarietà all’intervento dei privati nella giurisdizione.
Per Gruppo Federazione della Libertà interloquisce il Senatore Gaetano Quagliariello, il quale rileva una “frattura di tipo orizzontale tra le generazioni” a causa della quale gli interessi dei giovani professionisti vanno a confliggere con i vecchi professionisti. A rimedio afferma la necessità di approntare “soluzioni di equilibrio”.
Ultimo ospite della categoria politici, l’Onorevole Nunzia De Girolamo per Forza Italia. L’esponente si dimostra particolarmente sensibile alla proposta delle Casse previdenziali di ridurre le aliquote evidenziando come tale tema non incida solamente sulla vecchiaia dei professionisti ma anche sul futuro dei giovani; si dichiara quindi ben disposta ad avviare una discussione per avvantaggiare la c.d. flessibilità in uscita.
Manifesta, in ultima battuta, la volontà di continuare a prestare una specifica attenzione alle donne libere professioniste ed in particolare a quelle in stato di maternità.
Al termine di questa disamina in sintesi, emergono con tutta evidenza numerose e valide proposte per il prossimo futuro: non ci resta dunque che attendere (e scommettere) fiduciosi se le risposte saranno altrettanto serie e concrete.
Si ringraziano il Sen. Michelino Davico che ha promosso l’incontro con il gruppo parlamentare Federazione della Libertà, lo staff di IusLaw Web Radio con il suo direttore Marco Miccichè, e tutti i relatori che vi hanno partecipato.
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