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La settimana della Giurisprudenza del 21_04_2016

Oggi, vi segnaliamo la Sentenza della Corte di Cassazione Civile, numero 6833 del 08 aprile 2016, in materia di diritto civile, la quale, conformandosi all’orientamento consolidato ha ribadito che “la violazione di un diritto assoluto (quale la vita, la libertà, la salute, la dignità e l’integrità morale della persona), che costituisca la causa petendi di un’azione risarcitoria, non trasforma, per una sorta di traslazione contenutistica, il conseguente diritto al risarcimento del danno in un diritto imprescrittibile.”

Nell’ambito del diritto del lavoro, invece vi segnaliamo la Sentenza della Corte di Cassazione Civile, del 07 aprile 2016, numero 6775, la quale ha statuito che il diritto fatto valere da un lavoratore dipendente di una sociètà ad accedere al proprio fascicolo personaleè tutelabile in quanto tale perchè si tratta di una posizione giuridica soggettiva che trae la sua fonte dal rapporto di lavoro.”

Spiegano infatti i giudici che “ l’obbligo del datore di lavoro di consentirne il pieno esercizio, prima ancora che nella L. n. 675 del 1996, deriva dal rispetto dei canoni di buona fede e correttezza che incombe sulle parti del rapporto di lavoro ai sensi degli articoli 1175 e 1375 c.c., come, del resto è confermato dal fatto che, da tempo, la contrattazione collettiva del settore in oggetto prevede che l’azienda datrice di lavoro debba conservare, in un apposito fascicolo personale, tutti gli atti e i documenti, prodotti dall’ente o dallo stesso dipendente, che attengono al percorso professionale, all’attività svolta ed ai fatti più significativi che lo riguardano e che il dipendente ha diritto di “prendere visione liberamente degli atti e documenti inseriti nel proprio fascicolo personale.

Infine, si segnala il Parere n. 929 del 15 aprile 2016 reso dal Consiglio di Stato sullo schema di Decreto contenente “norme di semplificazione e accelerazione dei procedimenti amministrativi”.

In tale parere il Consiglio di Stato “evidenzia l’opportunità che la semplificazione burocratica e procedimentale sia accompagnata da una semplificazione del quadro normativo, che passa anche attraverso la raccolta ordinata delle discipline. In questa prospettiva, si raccomanda di evitare il proliferare di regolamenti “monade” e di valorizzare, a tal fine, l’impiego dello strumento del testo unico compilativo a legislazione invariata, che è già oggi consentito dalla legge n. 400 del 1988 e in particolare”.

a cura di Emanuele Mascolo e di Elia Barbujani

 

 

 

 

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