HomeARCHIVIOLA RIFORMA DEL CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI

LA RIFORMA DEL CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI

Puntata di #svegliatiavvocatura di Venerdì 13 Maggio dedicata al nuovo Codice dei contratti pubblici.

Il sistema dei contratti pubblici – quelli per intenderci – relativi a lavori, servizi e forniture costituisce senza ombra di dubbio un volano importante della intera economia del nostro Paese.
Al contempo il susseguirsi in rapida successione di nuovi scandali con tutto il bagaglio delle roventi polemiche che seguono rivelano quanto il sistema sia particolarmente sensibile a pratiche di corruzione e fenomeni di inquinamento del mercato da parte della criminalità organizzata.

Sprechi di risorse e fiumi di contenzioso accompagnato dal conseguente stallo della realizzazione di importanti opere pubbliche con l’intervento frequente e serrato da parte della magistratura costituiscono il consueto spettacolo di un teatro in cui diritto ed aspettative al buon andamento della cosa pubblica vengono continuamente mortificati.
In data 28/3/2014 è stato pubblicato in G.U. della Unione Europea il cd. “pacchetto legislativo” in materia di appalti pubblici e concessioni che avrebbe dovuto essere recepito dagli Stati Membri entro i 24 mesi successivi.

Il nostro Legislatore ha recepito e riordinato la materia dei contratti pubblici dapprima con la Legge delega n. 11 del 28 gennaio 2016 ed infine con il D.Lsvo 18 aprile 2016 n. 50.
Si tratta del Nuovo Codice degli Appalti Pubblici e delle Concessioni in vigore dal 19/04/2016.

Una normativa che nella intenzione del legislatore e in adeguamento alle direttive europee mira a ridisegnare e razionalizzare un quadro normativo invero farraginoso, complesso, superato e incapace di “proteggere” un mercato così delicato dai fenomeni devianti ricordati.
Gli obiettivi mirano alla semplificazione ed alla flessibilità delle procedure concorsuali nel tentativo di rendere alti livelli di efficienza della spesa pubblica favorendo al contempo l’accesso al mercato delle piccole e medie imprese.
Una risistemazione normativa che mira anche allo sfoltimento del contenzioso, in perfetta linea con la deriva della Unione, introducendo un nuovo rito sulla impugnativa dei motivi di esclusione e sistemi di risoluzione delle controversie alternativi (accordi bonari, transazioni ed arbitrati) e che rafforza la fase del controllo degli standard di legalità demandata all’ANAC.
Di questo parleremo oggi con i nostri ospiti.

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