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JusOnAir – Abusivismo Edilizio – Consiglio di stato n. 6672 del 26 novembre 2018

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ll programma a cura del Movimento Forense di Avellino in onda tutti i mercoledì alle 12.30.

Nella puntata di oggi ci occuperemo di:

Consiglio di stato n. 6672 del 26 novembre 2018

Con la sentenza n. 6672 del 26 novembre 2018 in tema di abusivismo edilizio il Consiglio di Stato è stato adito per la riforma della sentenza del Tar Veneto, n. 829/2017. A seguito di un sopralluogo effettuato da parte della polizia municipale, è stato accertato che l’immobile di proprietà dei ricorrenti-appellanti era stato utilizzato, anziché come annesso rustico, quale civile abitazione; l’immobile infatti presentava a tal fine talune opere edilizie in difformità rispetto al progetto originario.
Il Consiglio di Stato precisa come il provvedimento che ingiunge la demolizione dell’opera abusiva non debba contenere l’indicazione esatta dell’area di sedime da acquisirsi gratuitamente al patrimonio del Comune in caso di inerzia.
I requisiti essenziali di tale provvedimento sono l’accertata esecuzione di opere abusive ed il conseguente ordine di demolizione; è distinto dal successivo (ed eventuale) provvedimento che dispone l’acquisizione, nel quale, invece, è necessario che sia precisamente specificata la portata delle sanzioni irrogate exart. 31 D.P.R. n. 380 del 2001).
La circostanza, dunque, che l’ordine di demolizione del manufatto abusivamente realizzato non contenga l’indicazione dell’effetto acquisitivo e non descriva l’area da acquisire non è causa di illegittimità dello stesso, atteso che l’effetto acquisitivo costituisce solo una conseguenza fissata direttamente dalla legge; non vi è infatti alcuna necessità dell’esercizio di un potere valutativo da parte dell’Autorità tranne quello dell’accertamento dell’inottemperanza all’ordine di demolizione e di ripristino dello stato dei luoghi.
L’acquisizione automatica non ha il carattere reale dell’ordinanza di demolizione avendo funzione punitivo-afflittiva con la conseguenza che devono trovare applicazione gli istituti e le garanzie tipiche di tutte le sanzioni di carattere punitivo afflittivo pur aventi natura amministrativa.
Il Consiglio di Stato si sofferma anche sull’esatta portata dell’istituto della sanatoria edilizia (art. 36 D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380) osservando come il riscontro alla relativa istanza possa avvenire non solo con provvedimento espresso (di accoglimento o di rigetto) ma anche tacitamente.
L’intervenuta presentazione della domanda di accertamento di conformità non paralizza i poteri sanzionatori comunali e non determina, pertanto, alcuna inefficacia sopravvenuta o invalidità di sorta dell’ingiunzione di demolizione, comportando che l’esecuzione della sanzione sia da considerarsi solo temporaneamente sospesa.

A cura dell’Avv. Maria Vaccarello

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