HomeARCHIVIOCosa Mia: 'ndrangheta e termini di carcerazione preventiva

Cosa Mia: ‘ndrangheta e termini di carcerazione preventiva

Puntata di #Svegliatiavvocatura di Venerdì 1 Luglio 2016.

Il processo a Cosa Mia, giunto dalla Corte di Assise di Palmi avanti la Corte di Assise di Appello di Reggio Calabria, è rimbalzato in questi giorni un po’ su tutte le cronache giudiziarie. Infatti, un ritardo di 11 mesi nel deposito delle motivazioni della sentenza da parte della Corte di Appello, avrebbe precluso la prosecuzione dell’iter giudiziario in Cassazione, facendo scadere il termine di sei anni della carcerazione preventiva degli imputati.

Il processo “Cosa mia” vede imputate le famiglie della piana di Gioia Tauro, coinvolte tra l’altro in numerosi omicidi negli anni 80-90, ed implicate in un traffico di tangenti riguardanti la Salerno Reggio Calabria. Condanne pesantissime sono state inflitte dalla corte d’Assise nel 2013, e confermate in appello nel luglio 2015. Ma le motivazioni non sono state depositate entro l’ottobre 2015. La scadenza dei termini per la custodia cautelare ha permesso la scarcerazione dei tre imputati.
Sono queste notizie di cronaca giudiziaria che non confortano, soprattutto quando la stessa DIA, la Direzione investigativa antimafia, avvisa che la ’ndrangheta opera un «atavico, asfissiante strangolamento del territorio» e rappresenta «un pesante fattore frenante per lo sviluppo economico e sociale» grazie alla capacità di «fare sistema» attraendo «nella propria sfera di influenza soggetti legati al mondo dell’imprenditoria, della politica, dell’economia e delle istituzioni».
La redazione di IusLaw web radio ha tentato di far chiarezza sulla vicenda, in un dialogo da tra Colleghi e giuristi. Sentiremo le interviste dell’avv. ROBERTO STARO, penalista del foro di Roma, e dell’avv. NICOLA CANESTRINI, Presidente della Camera Penale di Trento, che con noi illustrano gli istituti della carcerazione preventiva e della prescrizione del reato, con un commento generale della notizia come riportata dai quotidiani. Infine, l’avv. EMANUELE GENOVESE, Presidente della Camera Penale di Reggio Calabria, ci offrirà lo spunto per riportare alle dimensioni reali e concrete la vicenda giudiziaria di Cosa Mia, al di là di ogni interpretazione allarmistica che può essersi creata in un contesto giornalistico.

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