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CARCERI un problema?

La puntata del 20 giugno 2016 di #svegliatiavvocatura è dedicata alle carceri.

La situazione delle carceri in Italia non è di sicuro delle migliori, sia per i detenuti sia per coloro che lavorano nell’amministrazione penitenziaria e sono a stretto contatto con loro. Il personale risulta insufficiente, gli assistenti sociali in organico sono meno di quelli che dovrebbero essere, e lo stesso vale per educatori e psicologi. Celle vecchie, sovraffollate e allo stesso tempo costose più di un hotel a tre stelle. E’ questa l’italia delle carceri, troppo piccole per ospitare gli attuali, e in crescita, 53.476 detenuti. E così quattromila non hanno nemmeno un letto a disposizione, altri 9mila che se li sognano gli standard europei di 4 metri quadri a testa di spazio. E tutto questo nonostante ogni persona in prigione costi allo stato 140 euro al giorno, ben 2,7 miliardi di euro l’anno: tre volte quello che spendono in Spagna, il 50% in più della Francia. L’80 per cento del budget miliardario viene però speso per la sicurezza, in personale. Solo l’8 è destinato ai detenuti, per pagare il vitto, corsi, attività o trasferimenti. Cifre minime a raccontare questo è Galere d’Italia, il report annuale dell’Associazione Antigone che visita periodicamente gli istituti penitenziari. Si tratta di una questione che necessita senza dubbio di riforme strutturali ed incisive. La detenzione e la custodia cautelare in primo luogo, oltre alle difficoltà di reinserimento dei detenuti nella società, con sempre minori risorse rivolte al mantenimento, alla assistenza e alla rieducazione degli stessi rappresentano le principali problematiche con cui ci si trova a dover fare i conti ai giorni nostri. Il dossier racconta un’Italia che cambia, vista da dietro la sbarre dove la popolazione è quasi totalmente maschile, solo 4000 le donne nei penitenziari, la maggior parte sono stranieri, non solo perché rappresentano il 37% dei detenuti, a ma perché nella maggior parte dei casi gli immigrati “finiscono dentro per reati minori rispetto agli italiani. Le caratteristiche di un carcere vengono disciplinate dall’articolo 6 della legge del 26 luglio 1975 n. 354, la legge di riforma dell’Ordinamento Penitenziario. L’articolo recita in particolare: “I locali nei quali si svolge la vita dei detenuti e degli internati devono essere di ampiezza sufficiente, illuminati con luce naturale e artificiale in modo da permettere il lavoro e la lettura”.Esiste ancora un livello più alto di regole da rispettare, rappresentate dal dettato dell’articolo 27 comma 3 della Costituzione secondo il quale “le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”.L’Italia ha collezionato una serie di condanne della Corte europea dei diritti dell’uomo negli ultimi anni. L’8 gennaio 2013, ad esempio, la Corte Europea dei diritti dell’Uomo, pronunciandosi sul caso Torreggiani, ha condannato l’Italia ed il suo sistema penitenziario per il trattamento inumano e degradante .Prima con il decreto svuota carceri e poi con la L. 117/2014 di conversione il legislatore ha implementato il quadro normativo , prevedendo con maggiore organicità un sistema compensativo diretto a risarcire i detenuti sottoposti a carcerazione in condizioni disumane. E’ una situazione critica, “Qui non c’è più decoro, le carceri d’oro / ma chi l’ha mi viste, chissà? / chiste so’ fatiscienti, pe’ chisto i fetienti / se tengono l’immunità.
Fabrizio De André, Don Raffae’, 1990. Di questo parleremo nella puntata odierna

Buon ascolto

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