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BREXIT – Quali conseguenze?

Proprio nei giorni delle grandi emergenze umanitarie, di nuove barriere nella Ue, e dei nuovi accordi in materia di diritto di asilo e circolazione delle persone con la Turchia, un’altra fondamentale questione si affaccia nel panorama della cronaca europea. Brexit o Bremain: domani giovedì 23 giugno 2016 i cittadini dell’Inghilterra sono chiamati a pronunciarsi sulla permanenza dello Stato nella Unione Europea, restare o uscire? Il caso è politico, e si svolge in un paese che non è mai entrato a pieno regime nell’UE: ha mantenuto la propria moneta, non ha partecipato all’accordo di Schengen. L’Inghilterra è anche un paese che ha esercitato spesso il cd. opt ut, scegliendo di non aderire a molti progetti europei, e lo scorso 17 febbraio ha siglato un accordo con la UE di non applicazione del principio di “Unione sempre più stretta”. Non solo: per i prossimi 7 anni l’Inghilterra attiverà un “freno di emergenza” sul welfare in favore dei cittadini che si trasferiscono da altri paesi, anche europei. Inoltre, dal 2020 gli assegni familiari in favore dei figli rimasti nei paesi di origine saranno indicizzati al reddito medio del paese in cui risiedono. Tutti questi nuovi accordi dovranno essere recepiti in sede di revisione dei trattati, ma rimane già evidente l’intenzione dell’Inghilterra di non perseguire a pieno regime le politiche comunitarie. Nel caso di Brexit, sarebbe il primo paese ad applicare la clausola di recesso prevista dall’art. 50 del trattato UE, che prevede una notifica della intenzione di uscire dal premier Cameron al Consiglio europeo, dalla quale, prima dell’eventuale recesso effettivo, dovranno trascorrere almeno due anni, prorogabili. Il tempo così definito è speso per definire le basi negoziali dell’accordo che definirà i modi di uscita dall’UE e i rapporti successivi con la Unione Europea stessa. Le carte in gioco non sono solo politiche, anche i mercati attendono di conoscere l’esito del voto. E se da un lato il governatore di Bankitalia Visco annuncia che le banche centrali sono pronte a intervenire in caso di Brexit, è stato purtroppo evidente che persino il dibattito elettorale non ha potuto svolgersi con la necessaria serenità. I tragici eventi che hanno segnato gli ultimi giorni di dibattito politico, con l’omicidio di Jo Cox, hanno ridestato l’attenzione sulla esistenza di quei movimenti di ultra destra che nel Paese hanno un peso significativo. Nella puntata cerchiamo di approfondire questi temi con i colleghi Giovanni Pallone, Giorgio Altieri e Michele Briamonte, esperti di diritto comunitario. Abbiamo intervistato anche il prof. Ettore Gotti Tedeschi, che chiarirà gli aspetti finanziari che potranno conseguire al voto. Buon ascolto!

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