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ADR – Alternative Dispute Resolution

La puntata del 19 aprile di #svegliatiavvocatura è dedicata alle modalità alternative di risoluzione delle controversie.

Con l’acronimo A.D.R. (Alternative Dispute Resolution) si identificano tutte quelle procedure che tendono a risolvere le controversie incorse tra le persone in maniera differente dal contenzioso.
In Italia nell’anno 2010 con il D.lgs. 28/2010 è stata introdotta la mediazione civile e commerciale con l’intento dichiarato di deflazionare il contenzioso civile.
La “mediazione” è stata sin dal suo ingresso fortemente osteggiata da parte della classe forense, più per motivi di “politica” che di reale avversione dell’istituto, dopo lo stop imposto dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 212 dell’anno 2012, che ha statuito un mero eccesso di delega per la parte della legge che prevedeva la c.d. “mediazione quale condizione di procedibilità” e il “decreto del Fare” (D.L. n° 69 del 21 giugno 2013, convertito nella legge n° 98 del 9 agosto 2013) che ha ripristinato l’obbligo del tentativo di conciliazione quale condizione di procedibilità della domanda giudiziale nelle materie elencate dall’articolo 5, comma 1-bis del Decreto 28 del 2010 l’approccio della classe forense è mutato, si è aperto un dialogo finalizzato alla corretta applicazione dell’istituto ed a apportare quei correttivi per potere sfruttare al meglio le potenzialità insite nell’istituto.
In questo contesto ci è parso indispensabile ascoltare dalla viva voce dei protagonisti gli sviluppi tra le procedure ADR è l’avvocatura.
Ne abbiamo parlato con l’avvocato Dante Leonardi, del foro di Bari, mediatore facente parte del Consiglio direttivo dell’Ente di Mediazione ADR Aequitas e con l’avvocato Francesco Milani del Foro di Santa Maria Capua Vetere, mediatore.
Continuate a seguirci: cercheremo insieme di capirne sempre di più. Buon ascolto.

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